Le Linee di Piero Manzoni e la Linea di Osvaldo Cavandoli in mostra alla Galleria Clivio di Milano dal 26 maggio al 30 giugno

Le Linee di Piero Manzoni e la Linea di Osvaldo Cavandoli in mostra alla Galleria Clivio di Milano dal 26 maggio al 30 giugno

Comunicato stampa

 

MILANO – Una mostra dedicata alle Linee di Piero Manzoni e alla Linea di Osvaldo Cavandoli, aperta al pubblico da giovedì 26 maggio a giovedì 30 giugno negli spazi della Galleria Clivio, a Milano (il 25 maggio alle ore 18 è in programma l’inaugurazione a inviti).

La caratteristica di questa mostra, curata da Anna Dusi e Flaminio Gualdoni, è instaurare un dialogo a distanza tra Piero Manzoni e Osvaldo Cavandoli, autori entrambi, in modi diversi, di un lavoro specifico sul tema della linea. Piero Manzoni (1933-1963), pioniere dell’arte concettuale, ha concepito nel 1959 le Linee, opere in cui una linea tracciata in orizzontale su rotoli di carta di lunghezza variabile è arrotolata e poi chiusa in cilindri sigillati: ciò che importa è la pensabilità della linea assai più della sua ragione fisica. Osvaldo Cavandoli (1920-2007) ha creato il celebre personaggio della Linea nel 1969, come proposta per il Carosello della RAI: era un cartone animato realizzato con un unico tratto di matita continuo, una situazione in cui la linea tracciava il personaggio, il luogo e il tempo della sua azione. L’anticonvenzionalità del progetto incontrò dapprima molte resistenze, fino a quando un imprenditore illuminato, Emilio Lagostina, ne fece il brand della sua azienda, garantendole un successo durato per tutti gli anni ’70 e ’80: la creatura ingenua e irascibile di Cavandoli è diventata, di fatto, una figura dell’immaginario collettivo.

La mostra allestita presso la Galleria Clivio fa incontrare due concezioni diversissime, ma entrambe radicali e vitali, nate da un elemento grafico essenziale che si carica di implicazioni poetiche e ironiche. Per Manzoni, si tratta di ridurre l’atto elementare del segnare al suo fondamento primo, in grado comunque di pronunciare la realtà. Per Cavandoli, si tratta, invece, di trasformare l’elemento narrativo dell’animazione nel piano stesso di realtà della visione, dando un nuovo valore all’artificio disegnativo.

Piero Manzoni

Scrivania Cavandoli

Osvaldo Cavandoli dipinge la Linea sull’asfalto

Spiega Anna Dusi, curatrice della mostra insieme a Flaminio Gualdoni: «Un suono onomatopeico riverbera nella mia mente quando penso a Piero Manzoni e Osvaldo Cavandoli, due personaggi che hanno dato un nuovo senso al linguaggio dell’immagine. Vogliamo invitare gli spettatori ad un incontro fatto di interrogativi, di frasi sospese e di linee astratte, dando un senso immaginativo e poetico all’opera di Manzoni e Cavandoli». Aggiunge Gualdoni: «Il senso di questo allestimento non è cercare affinità tra i due autori, ma testimoniare come l’elemento più essenziale dell’arte, la semplice linea, abbia dato vita a esperienze diverse, ma caratterizzate da una straordinaria carica innovativa».

In concomitanza con la mostra saranno organizzati alcuni eventi collaterali, a cominciare dai laboratori creativi dedicati ai più piccoli, per sperimentare idee, emozioni e movimento delle linee. Il tutto avverrà presso lo Studiocine Cavandoli di via Prina 10, a Milano, lo spazio in cui Osvaldo Cavandoli ha creato i suoi indimenticabili personaggi (nei mesi scorsi è stata lanciata una raccolta fondi da parte dell’associazione di promozione sociale Le Compagnie Malviste con l’obiettivo di riqualificarlo e trasformarlo in uno spazio policulturale aperto a tutti). Ideati da Daniela Migotto e Francesca Valan, i workshop sono gratuiti e indicati per bambini dai 6 ai 10 anni di età.

Infine, dal 6 all’8 giugno, presso la Casa delle Associazioni e del Volontariato di Milano, è in programma un laboratorio teatrale intitolato “Il divenire della Linea“ e rivolto ad attrici e ad attori dai 20 ai 40 anni di età. A dirigerlo, il regista, attore e performer Raffaello Fusaro. I partecipanti verranno coinvolti in una ricerca fisica, espressiva, mimica, vocale ed emotiva intorno al personaggio immaginario di Cavandoli. 

La Moviola dello Studio Cavandoli

Le Linee – Piero Manzoni
La Linea – Osvaldo Cavandoli

Dove

Galleria Clivio, Foro Buonaparte 48, Milano.
Tel: 023657360-3385479433. Email: galleria@clivioarte.it

Quando

Inaugurazione: mercoledì 25 maggio, ore 18.00.
Apertura al pubblico: dal 26 maggio al 30 giugno (da martedì a sabato, ore 14.00-18.00)

Ingresso Libero

Laboratori per bambini presso lo Studiocine Cavandoli

Dove

Via Prina 10, Milano

Quando

Venerdì 27 e lunedì 30 maggio, venerdì 10 e venerdì 17 giugno, ore 16.30-18.00

Informazioni e prenotazioni

Tel. 3518009578 – Email: comunicazione@lecompagniemalviste.org

Workshop teatrale “Il divenire della Linea”

Dove

Casa delle Associazioni e del Volontariato, via Marsala 8, Milano

Quando

Da lunedì 6 a mercoledì 8 giugno, ore 9.30-17.00

 

Partecipazione gratuita; è previsto un contributo spese, inclusivo di tessera associativa ed assicurazione, pari a 50 euro. 
Inviare la propria candidatura con CV e lettera motivazionale entro il 30 maggio a: lalineaworkshop@studiocinecavandoli.com

Per info:

Ufficio stampa Le Compagnie Malviste
Andrea Conta – cell: 347 1655323
Beatrice Canclini – cell: 334 5043896
Email: andrea.conta1968@libero.it; comunicazione@lecompagniemalviste.org
www.lecompagniemalviste.org
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Iberismos, mostra collettiva di artisti spagnoli a Roma

Iberismos, mostra collettiva di artisti spagnoli a Roma

Dal 12 al 18 febbraio 2022 la galleria ART GAP ospita nel nuovo spazio espositivo, nel cuore di Roma a due passi da Piazza Largo Argentina, la mostra “IBERISMOS” di Sacramento Almansa, Julia Gallego, Miguel García Martín, Javier Santana, a cura di Federica Fabrizi e Claudio Fiorentini, direttore della galleria spagnola Captaloona Art.

Comunicato stampa

Sacramento Almansa,
tecnica mista su tela 50×40 cm

Julia Gallego, diplomata in Belle Arti all’università di Salamanca nel 1997, completa la sua formazione artistica con numerosi corsi e borse di studio in Spagna, Grecia, Messico e Uruguay. Le sue opere, a metà tra figurative e astratte, ricreano spazi naturali in cui l’unico protagonista è il paesaggio. Luoghi dell’immaginazione in cui, con un linguaggio aperto che invita all’interpretazione, si riflettono le emozioni ancestrali che trasmette la natura.

Miguel García Martín,
40×55 cm

Miguel García Martín focalizza la sua ricerca artistica da ciò che è immenso a ciò che immensamente piccolo isolando i minimi dettagli dal loro contesto per poi scoprire che tutto quello che esiste è specchio di quello che esiste e che l’universo non è poi tanto grande perché può riassumersi in una goccia di colore sul marciapiede.

Per Javier Santana il colore si stacca dal pennello per trasformarsi in una carezza furiosa, paradosso del momento creativo e riflesso dello stato contemplativo dell’artista, e dialoga con il silenzio dello spazio.

Per Sacramento Almansa l’opera artistica parte dal principio: Non bisogna copiare dalla natura, l’arte è un’astrazione che emerge dalla nostra propria natura, sognando davanti ad essa e pensando più al processo creativo che al risultato. Lo stile di Almansa si traccia nella libertà espressiva e nella ricerca di percorsi per il risveglio delle emozioni nascoste nel fruitore. Con colori primari, con bianco e nero, con tracce e gesti molto personali che denotano ricerca, inquietudine, conflitto… e quanto sia necessario comunicare tramite connotazioni di luce e colore, freddo e caldo, densità e leggerezza, ordine e caos.

Julia Gallego,
tecnica mista su legno, 80×40 cm

Javier Santana,
acrilico su tela, 100×82 cm

Art Gap (Roma, Via di Santa Maria in Monticelli 66)

Inaugurazione: Sabato 12 febbraio 2022, ore 18.00

Dal 12 al 18/02/2022

Orari: lun. / ven. 16.00 – 19.30

Altre info:

Telefono: 06.96115866
E-mail: gap@artgap.it
Sito ufficiale: www.artgap.it
Facebook: ART GAP
Instagram: art_gap_gallery

Ufficio Stampa: Vania Lai (vanialai1975@gmail.com, 3388940447)

Dall’incontro fra arte contemporanea e vino d’autore nasce il progetto Artifera – cassette d’artista

Dall’incontro fra arte contemporanea e vino d’autore nasce il progetto Artifera – cassette d’artista

Inaugura a Pozzallo (Rg) il 28 Novembre ARTIFERA il nuovo progetto dalla siciliana galleria d’arte contemporanea SACCA che prevede il coinvolgimento di tre cantine co-finanziatrici nella realizzazione di una collezione limited edition di cassette d’artista e una mostra nella sede della galleria con opere dei cinque artisti invitati.

Il titolo trae ispirazione dall’aggettivo vinifero altresì presente, nella sua declinazione al femminile, nel nome scientifico della vite (vitis vinifera).
ARTIFERA pertanto vuole denotare un processo che produce arte, alludendo al tempo stesso al mondo del vino. Un progetto ideato e curato da Giovanni Scucces (storico dell’arte e giornalista) e reso possibile grazie alla collaborazione e al lavoro sinergico fra la sua galleria SACCA (Pozzallo), gli artisti Giuseppe Costa (1980, Palermo/Milano), Marilina Marchica (1984, Agrigento), Gabriele Salvo Buzzanca (1986, Barcellona Pozzo di Gotto/Venezia), Federico Severino (1990, Milano/Catania/Torino), Giuseppe Vassallo (1990, Palermo) e le aziende vitivinicole Di Giovanna (Contessa Entellina e Sambuca di Sicilia), Frasca (Modica) e Quignones (Licata).

Con ARTIFERA, quindi, l’arte incontra il vino in una collezione di cassette d’artista a tiratura limitata (25 o 35 esemplari per tipo + 5 p.d.a.) costituite da multipli d’arte ripresi con interventi manuali dagli artisti e da essi numerati e firmati. Un cofanetto in legno contenente due pregiate bottiglie di ciascuna cantina, prezioso e al tempo stesso accessibile a tutti, pensato per gli amanti dell’arte più raffinata e del buon vino. Ciascuna opera è realizzata su un coperchio estraibile in legno cosicché sarà possibile esporla unitamente al cofanetto o separatamente (con o senza cornice). Un’edizione che sicuramente non sfuggirà ai collezionisti di arte e a quelli del vino.

Federico Severino, Atmosfere,
pastello ad olio su tela, cm 20,4×31,1, 2021

Numerose sono le testimonianze che ci giungono sul “nettare degli dei”, risalenti già ad alcuni millenni prima di Cristo. Svariate attestazioni ci arrivano da egizi, greci, romani e diverse citazioni sono presenti nella letteratura classica e nelle Sacre Scritture. E come non ricordare le tante raffigurazioni fornite da alcuni fra i maggiori artisti di ogni tempo relative al vino e al suo dio, Bacco (o Dìoniso per i greci). Inoltre la vite (e di conseguenza il vino) è una pianta presente in tutti i continenti (fatto escluso l’Antartide per ovvie ragioni climatiche), quindi ci piace pensare che sia qualcosa di “universale” come lo è, senza dubbio, l’arte.

Ciascun artista ha agito secondo il proprio gusto e stile, in totale libertà, lungi dall’idea di proporre opere “didascaliche”. Coinvolgere il mondo del vino e delle aziende vitivinicole è stato un modo per dare atto della tendenza che negli ultimi anni vede coniugare il settore dell’arte a quello dell’enologia (e più in generale un modo per rendere manifesto il beneficio che si può trarre dall’unione fra aziende e arte), oltre che per dar seguito all’idea stessa di SACCA, cioè unire più realtà eterogenee per creare contaminazione e relazioni inaspettate.

E proprio questo è accaduto con ARTIFERA: 5 artisti e 3 cantine, sotto la guida della galleria, hanno messo in piedi un progetto nuovo che confluirà in una mostra-evento in cui verranno esposti alcuni lavori degli artisti coinvolti, unitamente alle opere uniche e ai multipli che ne sono venuti fuori. Nella serata inaugurale, inoltre, verranno presentati anche i vini di ciascuna cantina scelti per il progetto.

Coniugare arte contemporanea e vino può rappresentare un ulteriore modo per promuovere la cultura artistica e il territorio in maniera nuova, diversa, valorizzando anche l’arte del nostro tempo, portandola nel quotidiano e in ambienti più familiari, in modo da evitare un’eccessiva autoreferenzialità e raggiungere anche coloro che non solo soliti frequentare i luoghi ad essa deputati. In questa maniera si attua un vero e proprio processo di sensibilizzazione del pubblico. Un pubblico trasversale ed eterogeneo attento alla qualità, sia essa riscontrabile in un’opera d’arte o in un vino.

Giuseppe Costa, Rocaille,
pastelli e grafite su carta, cm 38×30, 2018

Gabriele Salvo Buzzanca, Vaporwine,
olio su tela, cm 37,6 x 23,8, 2021

Marilina Marchica, PaperLandscape,
tecnica mista e collage su tela, cm 61×46, 2021

Giuseppe Vassallo, Un fallace asintoto,
olio su tavola, cm 30×20, 2021

Scheda

Appuntamento fissato per domenica 28 novembre alle ore 17 presso la galleria SACCA a Pozzallo per il vernissage della mostra e la presentazione delle cassette d’artista e dei vini abbinati. Saranno presenti le cantine e gli artisti coinvolti.

La mostra potrà essere visitata fino all’8 gennaio 2022 dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30 e i martedì e giovedì anche di mattina dalle 10 alle 13.

Le cassette d’artista saranno acquistabili anche collegandosi al sito della galleria http://www.sacca.online

Gran Tour Green, a Milano una grande retrospettiva sull’opera dell’incisore Federica Galli

Gran Tour Green, a Milano una grande retrospettiva sull’opera dell’incisore Federica Galli

Federica Galli al Torchio (anni ’90)
Courtesy of Fondazione Federica Galli

Federica Galli nasce a Soresina in provincia di Cremona e segue la sua passione per l’arte iscrivendosi prima al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano; per approfondire la sua conoscenza della storia dell’arte viaggia molto in Italia e all’estero e trasporterà i ricordi di queste esperienze nelle sue opere. Affascinata dalle incisioni di Durer , Brughel e Rembrandt abbandonerà ben presto la tecnica pittorica per dedicarsi esclusivamente all’acquaforte.
I suoi temi preferiti sono i paesaggi sia quelli naturali che antropici Molte sue opere sono ispirate alla campagna lombarda in cui è nata, ma Federica Galli ha dedicato molte incisioni a Venezia e Milano, città che le sono particolarmente care e delle quali ha colto gli aspetti più romantici.
Milano ha voluto dedicarle una mostra: FEDERICA GALLI Green Gran Tour, a Palazzo Morando fino al 27 giugno 2021. Promossa dal Comune di Milano Cultura e realizzata da Palazzo Morando in collaborazione con la Fondazione Federica Galli, che tutela l’archivio dell’artista, la mostra è curata da Lorenza Salamon con l’attiva partecipazione di Mauro Broggi, Andrea Dusio, Stefano Fera, Tiziano Fratus, Cristina Muccioli e Stefano Zuffi, che hanno approfondito i numerosi aspetti espressi dallo sguardo dell’artista.
la mostra vuole fornire un’immagine di Federica sia pubblica che privata; infatti nella prima sala troviamo materiale che ci fa comprendere quali siano stati i molteplici avvenimenti che hanno accompagnato la sua vita: dal matrimonio con Giovanni Raimondi capo redattore del Corriere della Sera agli incontri con artisti, poeti e personalità di spicco della sua epoca con i quali ha intessuto relazioni di altissimo respiro. Emozionante un ritratto dell’artista scolpito da Ernesto Ornati.

Cascina Mora (1979)
Courtesy of Fondazione Federica Galli

Federica Galli in studio (1966)
Courtesy of Fondazione Federica Galli

Il tema di apertura della mostra è rappresentato dalle Cascine Lombarde, argomento molto caro a Federica che, nativa di Soresina, ne aveva una conoscenza diretta ed approfondita; le prime rappresentazioni sono infatti quelle del suo ambito familiare per poi arrivare a rappresentare quelle di tutta la Pianura Padana. Il suo sguardo di artista si è soffermato non solo sui particolari architettonici degli edifici rurali ma ha saputo cogliere il senso del contesto agricolo che accompagna ogni costruzione rurale dandoci testimonianza di innumerevoli luoghi, oggi scomparsi, e che sopravvivono nel ricordo grazie alla sua opera.
La mostra prosegue col tema della Pianura Padana dove la natura fa da padrone, sono ripresi tutti i temi dalle rogge al sottobosco ai filari ai laghetti e le immagini sono così nitide da indurci quasi a sentire gli odori di questi ambiti naturali.
Si prosegue con gli alberi, tema molto caro all’autrice tanto da essere soprannominata “la Signora degli Alberi”. Le sue rappresentazioni sono importanti non solo perché rappresentano un censimento dei soggetti presenti in tutte le regioni di Italia ma perché l’artista ne ha saputo cogliere, oltre agli aspetti botanici, anche gli aspetti estetici e leggendari.

Di seguito, altre due sezioni dedicate alle città che sono state particolarmente care all’autrice: Milano e Venezia. Per Milano lo sguardo si dilunga nel tempo, dalle rappresentazioni della città distrutta dai bombardamenti alle fasi della rinascita e dell’operosità dei milanesi negli scavi per la metropolitana, la riqualificazione del quartiere della Bovisa, la modernizzazione dello stadio di San Siro e la rappresentazione di tante chiese monumentali della città.
Le vedute di Venezia concludono il percorso della mostra; le acqueforti rappresentano scorci famosi ed altri inediti delle mille prospettive che la città lagunare è in grado di offrire a chi sa osservarla con amore, e lei lo ha saputo fare trasportando nelle sue vedute deserte il calore umano.
Mostra decisamente da vedere in quanto sufficientemente esaustiva per la comprensione di Federica Galli artista di grande rilievo per l’incisione e che ha precorso i tempi sia per la tecnica adottata che per le dimensione e le inquadrature delle sue opere.
L’opera completa dell’artista è stata documentata in numerose pubblicazioni dedicate e in innumerevoli articoli di critici italiani e stranieri.

La Fondazione Federica Galli

 

Federica Galli ha lasciato la propria eredità a una fondazione testamentaria, che ha sede nello storico Palazzo Cicogna a Milano, dove vengono conservate e tutelate le opere, l’archivio e la memoria della sua fondatrice. Tra le numerose attività promosse e coordinate dalla Fondazione, la divulgazione della conoscenza del ruolo dell’incisione, della grafica e del multiplo nella cultura occidentale moderna e le iniziative didattiche sostenute per intero dalla vendita delle stampe originali, lasciate da Federica Galli a questo scopo.
La Fondazione si occupa, inoltre, della divulgazione dell’arte della Galli attraverso l’organizzazione di mostre, volumi e convegni, grazie anche al materiale lasciato dall’artista.
Il catalogo della mostra è edito dalla Fondazione.

www.federicagalli.it

PALAZZO MORANDO – COSTUME MODA IMMAGINE
via Sant’Andrea 6 – Milano, Lombardia

Dal 27/04/2021 al 27/06/2021
Ingresso libero

Foto in evidenza di Berengo Guardin.